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La voce dell'associazione


CASA AIMA Onlus

Casa Aima è un centro diurno per l’assistenza ai malati di Alzheimer ed il sostegno ai loro familiari, aperto il 13 novembre 1998 grazie ad un accordo fra il Comune di Latina e l’ASL LT sulla base di un progetto elaborato dalla nostra Associazione nata con detta finalità.
Il Centro ha portato la città di Latina all’avanguardia nel settore dell’assistenza sociale per quello che è l’assistere i soggetti colpiti dalla malattia in questione.
Da allora, il Centro ospita quotidianamente, grazie al lavoro di molti volontari, anziani affetti dalla malattia di Alzheimer. E’ bene specificare che il termine volontario non corrisponde necessariamente a “non qualificato”; al contrario, i volontari, prima di venire a contatto con gli utenti del Centro, vengono formati con corsi organizzati periodicamente in collaborazione con l’ASL e con medici volontari.
Gli ospiti vengono impegnati con terapie occupazionali e relazionali studiate per il mantenimento delle funzioni di base, motorie e psichiche, e frequentano il Centro anche grazie ad un servizio di trasporto.
Sono, invece, a disposizione dei familiari: uno sportello informativo, consulenze psicologiche e legali sui problemi correlati alla malattia e corsi di auto-aiuto.
Non di minore importanza è l’opera che svolge l’Associazione in quello che può essere definito una forma di prevenzione del problema oltre che di sensibilizzazione da parte dell’opinione pubblica nei confronti della malattia.



La testimonianza di un membro dell’Associazione “CASA AIMA”

“CASA AIMA” ….CON UN PO’ DI NOSTALGIA

Sono assistente volontaria di CASA AIMA ONLUS di Latina dal 1998. A volte le cose importanti succedono per caso. Avevo saputo da un’amica che si stava aprendo un Centro per l’assistenza ai malati di Alzheimer e, pur non avendo alcuna preparazione specifica, venni accettata per “dare una mano”. La preparazione sarebbe venuta dopo con i corsi annuali organizzati dall’Associazione stessa.
Dalle 9.00 alle 12.00 dal lunedì al venerdì dovevano accogliere e coinvolgere in varie attività gli ospiti (che allora erano 6 assisti da 3 volontarie) rispettando un programma di massima, comunque adattabile alle varie situazioni del momento. Il programma comprendeva (e comprende ancora oggi): il canto, il racconto e il ricordo, piccoli lavori manuali, ascolto della musica e, per alcuni, il ballo.
Grazie al Comune di Latina oggi CASA AIMA gode di una struttura confortevole e di un grande giardino, ma fino a qualche mese fa era ubicata in una piccola casa indipendente su un unico piano, di fronte ad un centro commerciale. Un piccolo appartamento per una grande famiglia un po’ vivace. Avevamo anche la possibilità di fare una passeggiata sulla stradina che circondava la casa e, nella buona stagione, di godere dell’ombra dell’unico albero che vi cresceva. Da lì si poteva vedere il movimento del centro commerciale ed il traffico cittadino. Avevamo anche dei vicini di casa che spesso si fermavano a parlare con noi.
Sotto quell’unico albero, il signor Antonio, il più discreto e taciturno dei nostri ospiti, un giorno ci ha detto “Grazie per quello che fate per noi” e ci ha fatto pensare che CASA AIMA era arrivata al suo cuore e forse al cuore di tante altre persone che si sono avvicendate nel corso degli anni e che ancora ci sorridono dalle fotografie che abbiamo sparso un po’ ovunque. Oggi è una bella giornata e siamo nel nuovo giardino ancora da sistemare. Abbiamo preparato il terreno per le piante da fiore e stiamo pensando di far costruire un grande gazebo (la famiglia è cresciuta). Un giovane assistente ha fissato un cesto da basket-ball sulla parte più bassa del muro esterno della casa invitandoci allo sport. Uno dei nostri ospiti ha fatto canestro al primo colpo e vuole riprovare.
Non abbiamo più il centro commerciale di fronte e non ci sono i vicini di casa, però confiniamo, da un lato, con il cortile di una scuola elementare. Durante l’ora di ricreazione, il vociare dei bambini distrae i nostri ospiti che istintivamente guardano la rete coperta da un fitto telo verde che ci divide. Avevamo invitato i dirigenti della scuola a farci visita. Succederà?

Maria Rita Articoli

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