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Indennità di accompagnamento

L'indennità di accompagnamento è un sostegno economico statale che può essere erogato alle persone riconosciute totalmente inabili per affezioni fisiche o psichiche che non possono compiere gli atti quotidiani della vita o non possono deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore, che hanno bisogno di assistenza continuativa e non siano ricoverati gratuitamente presso strutture pubbliche per più di un mese.

L'importo dell'indennità di accompagnamento, pari a 480,47 euro mensili per l'anno 2010, è erogato per 12 mensilità e viene aggiornato ogni anno dal Ministero dell'Interno.

L'indennità non è cumulabile con altre indennità analoghe, non è subordinata a limiti di reddito o di età, non è reversibile, non è incompatibile con lo svolgimento di attività lavorativa e spetta anche in caso di ricovero a pagamento in strutture residenziali.

Inoltre nlla recente sentenza n. 1268/05, la Corte di Cassazione ha ulteriormente disposto che "l'indennità di accompagnamento, prevista quale misura assistenziale diretta anche a sostenere il nucleo familiare, va riconosciuta a coloro che, pur capaci di compiere materialmente gli atti elementari della vita quotidiana (mangiare, vestirsi, pulirsi), necessitano di accompagnatore perché sono incapaci (in ragione di gravi disturbi della sfera intellettiva e cognitiva, addebitabili a forme avanzate di stati patologici) di rendersi conto della portata dei singoli atti che vanno a compiere e dei modi e dei tempi in cui gli stessi devono essere compiuti".

Per ottenere l'indennità di accompagnamento occorre presentare apposita istanza presso l'Ufficio Invalidi Civili della ASL di appartenenza, insieme alla domanda di riconoscimento dell'invalidità civile.
E' opportuno che alla domanda sia allegata una nota con la quale si richiede, in base all'art. 52 comma 2° della legge 17 maggio 1999 n. 144, la presenza di uno specialista geriatra alle operazioni della commissione medico-legale.

In ogni caso occorre allegare il certificato di residenza e un certificato del medico di base che attesti la natura delle infermità invalidanti e sottolinei esplicitamente l'impossibilità a deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore oppure la necessità di assistenza continuativa per il compimento degli atti quotidiani della vita.
Deve essere anche prodotto un certificato specialistico della struttura pubblica sulla patologia emergente con la diagnosi al momento della domanda.
La domanda deve inoltre specificare eventuali esiti di esami clinici ed una dettagliata descrizione degli effetti della malattia sul comportamento.

L'indennità di accompagnamento viene concessa soltanto se sono soddisfatti i seguenti requisiti:
1. Riconoscimento sanitario di invalidità totale (100%), con dichiarazione esplicita di:

• impossibilità a deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore;
• necessità di assistenza continuativa per il compimento degli atti quotidiani della vita.

2. Assenza di analoghe indennità concesse per invalidità di guerra, servizio o lavoro;
3. Residenza nel proprio domicilio o in una struttura convenzionata.

L'indennità, inoltre, non è concessa o viene interrotta nel caso di ricovero in un istituto o in un reparto ospedaliero di lungodegenza, con spese a totale carico della ASL.
In caso di pagamento in proprio della retta base o di una parte di essa, si può ottenere o mantenere la concessione della indennità presentando alla Prefettura una dichiarazione della ASL e dell'Istituto che documentino la spesa sostenuta dalla famiglia.
E' bene tenere presente che l'indennità di accompagnamento non è una conseguenza automatica del riconoscimento dell'invalidità totale. La Commissione medica può infatti riconoscere un'invalidità al 100% ma non riconoscere il diritto all'indennità di accompagnamento.


LEGGE 104/92

L’intento della Legge 104 è di favorire il più completo inserimento della persona con handicap nel contesto sociale. Di facile intuizione risulta il fatto che parte dei benefici sono fruibili da tutte le persone con handicap mentre altri benefici sono riconosciuti in relazione alla gravità dell’ handicap. I benefici che è utile ottenere se ci si prende cura di un malato di Alzheimer sono:

• Detrazioni fiscali;
• Detrazioni di spese sanitarie;
• IVA agevolata al 4% per l’acquisto di protesi, sussidi e strumenti tecnologici (telefono cellulare, computer);
• IVA agevolata al 4% per l’acquisto e la trasformazione di veicoli per il trasporto di persone con handicap;
• Esenzione dal pagamento del bollo auto;
• Permessi lavorativi retribuiti per chi assiste un familiare con handicap, fino a tre giorni al mese.

La domanda deve essere presentata all'INPS di appartenenza, alla domanda deve essere allegata la certificazione rilasciata dall'ASL dalla quale risulta il riconoscimento di stato di handicap ai sensi dell' art. 3 comma 3 della legge 104/1992.

Per essere riconosciuti come portatori di handicap, ai sensi della Legge 104/92, bisogna fare domanda all’ufficio invalidi civili della propria ASL di appartenenza e sottoporsi a visita medica presso una apposita Commissione dell’ Azienda ASL. E’ prevista la possibilità di visite domiciliari per quelle persone con documentata impossibilità ad essere trasportate. Per le visite domiciliari la domanda va inoltrata direttamente alla Segreteria della Commissione Invalidi Civili presentando una certificazione medica che espliciti l’assoluta incapacità della persona handicappata. Per prenotare la visita ci si rivolge ad un patronato o presso un centro di prenotazione, dotati di una certificazione medica del medico curante o dello specialista che richiede tale visita.

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