Lettera della Presidente
“
Dalla parte dei fedeli “ Carissimi, ho deciso di intitolare così la
mia lettera di Natale, facendo riferimento all’espressione “ex partibus infedelis” di sapore
medioevale, parafrasandola e mettendo l’accento di contro su coloro che si
dedicano con competenza, serietà e affetto ai nostri malati, siano essi
caregiver familiari o operatori del settore. In effetti abbiamo stimato che la
nostra Associazione è composta per l’ottantadue per cento di familiari e per il
diciotto per cento da operatori, anche se tra questi ultimi molti hanno un
malato in famiglia. Crediamo che l’incontro tra le due parti, che avviene ad un
livello di discussione costruttiva sui reali bisogni dei pazienti, sia la carta
vincente per programmare risposte efficaci. Cosa quindi
posso augurare loro in un momento di crisi: un modo di vivere nella comunità,
per cui le situazioni non vengano nascoste, pazienti e familiari non vengano
esclusi, operatori e gestori della cosa pubblica si dedichino con concretezza
alla soluzione dei problemi. Pur
prendendo coscienza delle difficoltà ambientali, relazionali, sociali ed
economiche che tali auguri comportano, dobbiamo resistere al senso di sconforto
che spesso ci assale e rendere le proprie ansie creative, ricercando nuove maniere
di essere accanto ai nostri cari. Assieme ad alcuni
“fedeli”, abbiamo riflettuto su come migliorare la qualità di tale
affiancamento: il pensiero emergente è
la necessità di assicurare più spazi di libertà ai malati. Ciò significa
tollerare disturbi del comportamento,
anche se possono portare scompigli ambientali. In gioco è la libertà del malato e la sua dignità, da
salvaguardare nel rispetto delle sue decisioni e persino dei suoi impulsi,
finchè sia possibile. Alcuni sintomi, come il wondering e l’affaccendamento incongruo, possono
disturbare grandemente il caregiver, sì da indurlo a tarpare l’attività del
malato, con un conseguente aumento di ansia, agitazione, aggressività, che
diventa poi fonte di angoscia per tutto l’ambiente familiare. Allentiamo dunque le tensioni, lasciamo che i nostri cari
possano esprimersi liberamente nelle parole, nei gesti, nelle posture, ed
avremo un percorso che dall’Avvento raggiungerà un Natale più sereno e un Anno
Nuovo nel quale sia ancora possibile la speranza. Auguri a tutti da parte di tutti! Luisa Bartorelli |
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